Didattica

Didattica diffusa

La prima caratteristica che contraddistingue il L.I.A. nella sua impostazione di fondo: una DIDATTICA DIFFUSA.
Che cosa intendo dire con questa espressione? Per chiarire partiamo dallo stato di fatto: la didattica in tutte le scuole è limitata dalle quattro pareti dell’aula scolastica, è limitata dai 60’ della lezione. Usciti dall’aula gli studenti hanno subito chiuso con la didattica. E questa si trova ad avere il fiato corto e in affanno.
La didattica diffusa vuole abbattere questi penalizzanti limiti di spazio e di tempo e prolungare e far camminare ancora la didattica. Tenerla aperta tutto il giorno. Come?
Il ragazzo andando in Presidenza potrà esprimersi in lingua inglese e mettere in pratica quello che ha appena appreso in aula. Portandosi in segreteria troverà la segretaria che parla correntemente l’inglese. Lo stesso dicasi per la portineria: una centralinista di madrelingua inglese. E in mensa troverà le cameriere che parlano inglese. Poi il menù è scritto in inglese e i pasti settimanali sono alternati secondo i vari paesi: tedeschi, inglesi, spagnoli, italiani, eccetera. Per educazione fisica e per l’attività sportiva c’è un docente di madrelingua inglese.
Una simile metodologia didattica si rifà al “learning by doing”, imparare facendo. Questo metodo prevede una inversione metodologica e concettuale del modello di apprendimento classico, basandosi su un apprendimento che deriva dall’esperienza e non dal semplice trasferimento di nozioni. L’alunno in questo modo diventerà protagonista del processo di apprendimento. Fare esperienze e imparare attraverso la pratica. L’insegnamento viene vissuto attraverso l’esperienza personale diretta: l’apprendimento è piacevole, induttivo e spontaneo.
In questa maniera l’ambiente scolastico diventa un grande campus nel quale il ragazzo è immerso in continua fase di apprendimento. Infatti una lingua si impara studiandola e ascoltandola, praticandola e studiandola. E in questo intreccio di studio e di uso della lingua anche la motivazione allo studio ne trarrà vantaggio, perché il ragazzo è nella situazione di rendersi immediatamente conto a che cosa serve lo studio e il possesso di una lingua. Di solito infatti questo quesito rimane per lo studente un interrogativo aperto e un interrogativo che lo frena nel suo impegno quotidiano, perché non ha ancora capito il motivo per cui bisogna studiare. Risolvere questo interrogativo vuol dire assicurare scioltezza e entusiasmo nel cammino dell’apprendimento.
Favorire la “didattica diffusa” significa attivare un “learning set” fortemente innovativo in quanto tutta la scuola nelle sue molteplici espressioni diventa un ambiente organico di continua formazione, che avvolge il ragazzo e lo stimola positivamente non solo all’interno dell’aula.